MILANO, lunedì 8 febbraio 2010
Gli infortuni che parevano sotto controllo e minimizzati al solito oggi, col Manchester all’orizzonte, destano preoccupazione e allarme e non lo diciamo noi, è Leonardo a denunciarlo. Pato, più di Nesta che oggi è rientrato in gruppo, è a fortissimo rischio per Milan-Manchester. Sabato Leonardo era preoccupato, domenica di più. L’evoluzione è chiarissima, i segnali tutti negativi. A otto giorni dall’obiettivo le parole di Leo danno un po’ il senso di chi è lì lì per gettare la spugna. Pato non disputa una gara ufficiale dal 13 dicembre: non servono calcoli complicati per realizzare che sono passati due mesi. Per uno come il Papero vale qualsiasi eccezione, però è perlomeno azzardato affidarsi a un giocatore che non vede il campo da due mesi senza un test agonistico preventivo, che nelle intenzioni era Milan-Udinese di venerdì. Lo stiramento di secondo grado all’adduttore della gamba destra è frutto di un infortunio in due atti, con tanto di ricaduta che ha spinto società e giocatore a spedirlo al caldo del Brasile per una settimana, con lo scopo di accelerare la guarigione. Oggi, alla luce delle ultime quattro gare ufficiali, che hanno prodotto due pareggini e un gol in 360 minuti, l’assenza di Pato pare un’autentica iattura. Non era così quando, a inizio anno, il Milan furoreggiava contro Genoa, Juve e Siena con medie realizzative da quattro gol a botta. Anarchico e intermittente quanto volete, ma Pato è Pato: non serve chiamarsi Leonardo, né Da Vinci né Araujo, per capire che è meglio averlo che no.